Di comune accordo con il mio sponsor Betpro, decido di partecipare all’evento Poker Grand Prix che si tiene durante il Festival del Poker a Venezia.
Essendo la location poco distante da dove vivo, mi avvio dopo pranzo verso un viaggio che si rivelerà un odissea… partendo dalla lunga coda per parcheggiare, fino alla mancata presenza della navetta del casinò che mi costringe ad optare per un taxi che come si sa a Venezia sono tutto fuorchè a buon mercato…
Una volta arrivato al Cà Vendremin mi trovo d’innanzi ad una coda impressionante, sinonimo del continuo richiamo che eventi come questi hanno sul nostro territorio, nonostante non si senta parlare d’altro che di crisi economica.
Grazie al fatto che Betpro aveva provveduto anticipatamente all’acquisto del mio buy-in posso evitare la coda procedendo verso il check-in del torneo, raccogliendo le ira di una signora male informata che mi accusa in malo modo di saltare la coda …
…Informazioni non del tutto trascurabili anche se precedenti ad un torneo perchè riportano lo stato d’animo con cui un giocatore affronta poi il torneo… come arrivare in ufficio dopo ore passate in coda in tangenziale… per capirci
Nel giardino trovo molti giocatori con i quali ho condiviso piu volte gioie e dolori di un torneo e le argomentazioni sono simili a quelli dei salotti televisivi della domenica sera con analisi e racconti di episodi passati, che hanno come sfondo invece di un tappeto erboso del campo da calcio, un tappeto sintetico di un tavolo da poker.
Tra loro anche il mio caro amico Fabio Ferrari di Mantova, giocatore di esperienza che stimo molto e al quale sono molto riconoscente, con il quale riesco ad intavolare discorsi che non includano le 52 carte francesi protagoniste del poker…
Inizia la gara, gli iscritti totali sono 312, veramente un risultato notevole per la manifestazione di una piattaforma sul mercato da appena un anno.
Stack 15.000, livelli da un’ora, struttura giocabile. Al mio tavolo, tra gli altri, trovo Francesco N’guyen, detto l’aggressivo e Alberto “Grandealba” Russo. Un tavolo di giocatori piacevole e interessante, il primo a uscire dopo qualche livello è N’guyen seguito poco dopo da “Grandealba”.
Riesco a sviluppare poco gioco, non floppo niente di buono e quelle poche volte che mi trovo con un buon punto preflop e riesco a re-raisare trovo solamente degli instant fold. Una mano come esempio:
Rilancia un giocatore del team Gioco Digitale da early position, credo sia il tipo che appare nel video della scuola poker, il pro di Sisal Andrea Piva, distratto da un amico venuto a raccontare l’ennesima mano, folda???AQ s, io faccio un reraise x 3 con American Airlines, raiser originale call. Flop A 10 6… raise… check… io bet, instant fold. Ma pensate cosa sarebbe successo se Piva con AQ s gioca concentrato e bene, come peraltro è abituato a fare, chiama il mio reraise e si trova poi quel flop.
Li ho capito che purtroppo non sarebbe stata giornata.
Galleggio intorno all’average sino alla pausa cena.
Cena per modo di dire, un buffet che non fa onore al livello dell’evento e del Casinò stesso.
La prossima pausa si fa dopo il settimo livello di gioco, perciò dopo sette ore di poker. Sono circa 30% sotto average, mi difendo con esperienza a denti stretti, però mi rendo anche conto che nei 3 livelli che rimangono da giocare in questo day 1 bisogna fare qualcosa.
Capita la seguente mano:
Raise 1000 (standard) di A. Piva da early position… reraise mio… in mezzo steal, da middle position con A10 s per 2350… il BB ci pensa molto e poi chiama. Flop 7 K 3, BB check… Piva check… io penso e poi non vado in continuation bet ma faccio check anch’io… Al turn scende una Q… Esce il BB puntando 2350… Piva fold e tocca a me…dopo lunga riflessione foldo ed il BB vince la mano mostrando AQ.
Analisi della mano: (effettuata il giorno dopo il torneo)
Sicuramente ho fatto un errore anche abbastanza grossolano. Avendo io reraisato in preflop dovevo andare certamente in continuation bet e avrei vinto quasi certamente il piatto. Bastava una puntata di ½ o ¾ di piatto, il BB avrebbe foldato il suo AQ e Piva foldava la sua coppia di 6.
Non facendo continuation bet la situazione si è complicata di molto, avevo concesso una carta gratis,e mi potevo giocare solo la soluzione di muovere all in al turn, mossa pericolosa però efficace. Però in quel caso avrei dovuto fare una sceneggiata e farmi chiamare il tempo e dichiarare l’all-in negli ultimi secondi di tempo a mia disposizione, quasi certamente avrebbe funzionato, però non me la sentivo di fare una carognata simile a giocatori con i quali si gioca sempre… Sono mosse da riservare a giocatori pochi meritevoli…. Allora ho deciso di foldare.
Mah! L’errore è stato mio, pertanto mi sta bene avere perso il piatto, questa mano però ha indebolito ulteriormente il mio stack, già di se non in salute.
Passa circa mezzora e verso la fine dell’ottavo livello arriva la mano che, di fatto, decreta la fine del mio torneo a Venezia.
I bui sono 500-1000 ante 50.
Sono in BB e spillo AKs. Limpa il giocatore UTG, ci sono altri due call lo SB completa, io faccio raise per 2500 e ricevo subito il call dell’UTG con KQ off ???Arriva anche il call da middle position con 9 8 s.
Flop: 6 7 10 rainbow. Io mi sento forte perché faccio fuori delle carte alte e pertanto non posso pensare che il flop abbia aiutato qualcuno ed esco con un bet pesante di 5200, cercando di vincere il piatto uncontested.
Instant fold dell’UTG, il giocatore in middle position ci pensa e poi mi dice: è una battaglia fra corti……………………..all in! Lo copro, sono committed e di conseguenza chiamo per vedermi sbattere in faccia la scala al flop……………….
Analisi della mano:
Anche in questa mano, come in quasi tutte quelle che si perdono, è stato fatto un errore. Dopo 3 limp e con la presenza nel piatto del SB ed essendo fuori posizione devo assolutamente raisare per un importo maggiore preflop, almeno 4 o 5 volte il BB. Se avessi fatto un rilancio di questa entità, sicuramente, avrei vinto il piatto uncontested.
Dopo il flop non ho più difesa, potevo magari puntare di meno o foldare dopo il rilancio all in, ma oramai i buoi erano scappati dalla stalla ed il colpo era compromesso.
Rimango con poco meno di 2000 chips. Vinco un all in della disperazione con 67 off ed un secondo con AJ facendo full e torno a circa 10000 chips con average 25.000.
La mano che decreta poi la mia definitiva uscita dal torneo arriva alla fine del livello 8 quando spillo JJ da middle position e dopo un call da UTG mando la vasca venendo chiamato solamente dal BB, che peraltro ci mette mezz’ora a mettere le chips nel piatto, fatto che mi aveva subito pensare che fosse pieno, e mostra AA. Flop naturalmente bianco, mai una gioia per gli artisti, e a casa.
Saluto tutti e auguro un in bocca al lupo a tutti e mestamente prendo le scale del casino.
In conclusione vorrei fare i complimenti all’organizzazione di Gioco Digitale, che ha saputo gestire l’assalto dei pokeristi con professionalità, gentilezza e abilità, bravi anche i dealer e i floorman austriaci.